Una convenzione odontoiatrica è un accordo fra un centro e un ente, un fondo o una cassa, e riguarda prestazioni definite, non tutto quello che si può fare in uno studio. Qui sotto trovi da cosa è composta, quali sono le domande da fare prima di cominciare un percorso di cura, e perché il momento giusto per verificarla è prima e non dopo. I centri Dentalife di Cesa e Caserta lavorano con numerose convenzioni.
Molte persone scoprono di avere una convenzione odontoiatrica solo quando qualcuno gliela nomina, di solito perché è compresa nel contratto di lavoro o in una polizza sottoscritta anni prima. Altre sanno di averla ma non hanno idea di cosa copra.
È un accordo. Da una parte c'è chi eroga la prestazione, dall'altra un ente che ha negoziato condizioni per i propri iscritti. Quello che ne esce è un elenco: certe prestazioni rientrano, altre no, e per quelle che rientrano vale una condizione economica concordata.
Il punto che genera più malintesi è proprio questo. Una convenzione non è uno sconto generico su qualunque cosa si faccia: è un perimetro, e fuori da quel perimetro le condizioni sono quelle ordinarie.
Una convenzione odontoiatrica definisce un elenco di prestazioni a condizioni concordate fra il centro e l'ente convenzionato. Le prestazioni fuori da quell'elenco restano a condizioni ordinarie, quindi conoscere il perimetro prima di impostare un piano di cura evita di doverlo rivedere a metà.
Nei centri di Cesa e Caserta la dichiarazione più cercata è semplice: Dentalife è convenzionato Unisalute. Le altre convenzioni attive sono Network Posteprotezione, Fasi Open, Odontonetwork, Generali, My Assistance, One Care Aon, Aid Dental, Blue Assistance - Reale Mutua e In Salute. Chi ha una di queste coperture può chiedere allo studio, prima di ogni altro passaggio, quali prestazioni rientrano esattamente nella propria.
La prima: quali prestazioni sono comprese nella mia convenzione. È l'unica domanda che risolve davvero il dubbio, e la risposta ce l'ha l'ente, non lo studio.
La seconda: se serve un'autorizzazione prima della prestazione. Alcune convenzioni la richiedono, e chiederla dopo può voler dire non poterla più usare per quel trattamento.
La terza: come funziona il pagamento. Ci sono convenzioni in cui il centro applica direttamente la condizione concordata, e altre in cui si paga e poi si chiede il rimborso, con tempi e moduli propri.
Un piano di cura si costruisce a passi, e ogni passo dipende dal precedente. Se la verifica arriva quando il percorso è già impostato, cambiare strada costa: a volte si può, a volte non si può più.
Fatta prima, quella stessa verifica è una telefonata e una domanda in fase di accoglienza. È la ragione per cui conviene metterla insieme alla prima visita invece che tenerla come pratica separata da sbrigare più avanti.
Da Dentalife la prima visita senza impegno comprende esame radiografico e diagnosi. È il momento giusto anche per chiedere se e come la tua convenzione si applica al tuo caso: i recapiti dei centri di Cesa e Caserta sono nella pagina contatti.